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07 novembre 2023

🔴 COSÌ CAMBIA LA POLITICA

 


Per quanto si cerchi nei manuali di storia comparata non si riesce a trovare un Paese di democrazia liberale in cui al centro del dibattito pubblico ci sia da decenni, come accade in Italia, il problema di una riforma costituzionale che possa garantire al governo in carica la legittima e indispensabile stabilità. La qual cosa dovrebbe indurre l’intera classe politica a riflettere, al di là delle divisioni di parte, sul fatto che probabilmente esista un vizio di origine nel nostro sistema istituzionale per il quale non si è riusciti a trovare fin qui una soluzione.

16 febbraio 2022

🇧🇹 SICILIA AL VOTO, AMMINISTRATIVE PROVA GENERALE PER LE REGIONALI

 

Amministrative e regionali in Sicilia: ne discutono oggi il leader della Lega Matteo Salvini e il coordinatore di Forza Italia nell'Isola Gianfranco Miccichè, come confermano fonti dei due partiti. Forza Italia nei giorni scorsi ha proposto la candidatura alla presidenza della Regione siciliana di Miccichè che si è detto "lusingato", annunciando di volerne discutere con la Lega, l'Udc e gli altri alleati. Il colloquio con il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa c'è già stato, adesso la discussione con Salvini potrebbe accelerare le scelte della coalizione alla ricerca di una sintesi. In campo, infatti, c'è ancora il governatore Nello Musumeci che ha già ricevuto un tiepido endorsement, non di più, di Fratelli d'Italia per una eventuale ricandidatura, non gradita a nessuno degli alleati. Tutto ciò mentre Cateno De Luca, scende in campo per una candidatura anti-colonNello. Le prove generali della coalizione saranno le comunali di primavera, sei mesi prima delle regionali. Molti i comuni al voto in Sicilia, comprese le città di Palermo, Messina e Paternò (ahahah) e scusate se è poco!

07 febbraio 2022

☄️ C'ERAVAMO TANTO AMATI. BERLUSCONI, SALVINI, MELONI MA RIDE SOLO SILVIO.

 


Entrambi se le danno di santa ragione. Il  j'accuse di “tradimento” e “vigliaccheria”, li accomuna solo il gridare che «il centrodestra non c'è più», seguito da un perentorio «lo ricostruisco io» (Giorgia Meloni), che «la coalizione si è liquefatta come neve al sole» (Matteo Salvini dixit). 

In primavera c’è un’altra tornata elettorale - si vota in 22 capoluoghi di provincia tra cui  Palermo, poi in autunno anche per la Regione Siciliana, dove adesso si deve individuare un candidato credibile e certamente non può essere Musumeci, come la mettiamo?

Da dire anche che Silvio Berlusconi è quello uscito meglio dalla partita quirinalizia. Ha tolto di mezzo la sua candidatura nel nome della “responsabilità”, lasciando ai due giovani alleati il compito di indicare la strada. Il risultato è storia nota e l’ex Cav, dopo aver subito il contraccolpo del ritiro “forzato” ed essere stato qualche giorno al San Raffaele, è tornato ad Arcore ricordando tanto a Meloni che a Salvini che «senza il centro» e, cioè, «senza Forza Italia» & C. non vanno da nessuna parte. PPE, certamente è la prospettiva di Berlusconi, che ride e guarda con interesse ai centristi (leggasi Miccichè, Italia al Centro e oltre).

03 febbraio 2022

💊 REGIONE SICILIANA: CDX, MENTRE ROMA DISCUTE colonNELLO BRUCIA

 

Che in Sicilia avrebbe lasciato un segno significativo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, così come è avvenuta, era nelle cose.  

Questo nuovo panorama fa calare le quotazioni di Musumeci e nei prossimi giorni potrebbe ancor più complicarsi. E la sua scalata all’Everest della presidenza della Regione, subirà un brusco stop. Perché non c’è un centrodestra da rifondare come eravamo abituati a percepirlo, lo hanno ammesso sia Salvini che la Meloni e siccome la Sicilia è la prima prova elettorale della "nouvelle cousine" politica, risentirà certamente le refluenze negative di questi giorni. 

31 gennaio 2022

🎯 CERCO UN CENTRO DI GRAVITÀ PERMANENTE


Il dopo-Colle  ha mostrato, ognuno per la propria quota parte, i limiti politici, l'inadeguatezza, di una classe dirigente, incapace a mediare: doti essenziali per riconquistare quel primato della politica rivendicato, che mostra oggi tutte le forze in campo senza fiato dopo la folle corsa di questi giorni.

La Meloni si è autocandidata a rifondatrice del centrodestra. Salvini propone una federazione alla repubblicana statunitense. Forza Italia è attratta dalla forza centripeta di Centro (PPE). Ma le ricette, di Meloni e Salvini, si frantumerebbero sulla legge elettorale proporzionale che tutti, o quasi, vorrebbero, dove il cartello unico di centrodestra non esisterebbe più.

Ma anche gli altri non stanno meglio. La guerra nel Movimento tra Conte e Di Maio fa supporre l'ennesima spaccatura del fu M5S. L'avvocato del popolo dice di Giggino «quello pensa solo alla sua poltrona» e l'ex bibitaro risponde che «quello è pericoloso», non è che ci sia altro da dire. Al Nazareno attendono di vedere come andrà a finire. 

Pure all'interno del Pd tira una certa arietta non salubre, come ha messo a nudo l'affaire Belloni, che ha segnato nel partito la netta divaricazione tra i lettiani e gli ex renziani (renziani sempre). Basta notare la discrasia tra l'affermazione di Letta («il capo del Dis era formalmente compatibile con il ruolo di capo dello Stato») e la dichiarazione di Borghi, esponente della sua segreteria «L'Italia non è l'Egitto». 

 

La politica nei prossimi mesi sarà sulle «Montagne russe». Pandemia, PNRR, Riforma della giustizia. Il tutto condito, a meno di un anno dalle elezioni, dalla discussione sulla legge elettorale, al tema delle liste, dove si potrebbero concretizzare le vendette, vista anche la riduzione dei seggi da quasi mille a seicento.


Terremoti che coinvolgerebbero  i partiti e le (pseudo)coalizioni a partire dagli appuntamenti importanti delle elezioni amministrative di primavera e autunno, comprese le regionali siciliane, dove non c'è più una "certezza certa".

29 gennaio 2022

🥁🥁🥁 UNA DONNA AL QUIRINALE (⁉️)

 

"Una donna al Quirinale", ha annunciato in serata Matteo Salvini, seguito a ruota da Giuseppe Conte. Una dichiarazione spiazzante, inattesa, dato che dopo le ultime fumate nere e il flop di Elisabetta Casellati, sembrava profilarsi un derby tra Matteo Renzi e Mario Draghi. Una dichiarazione che, però, ha scatenato il caos.

Già, perché tutti gli indizi hanno subito portato ad Elisabetta Belloni, capo dei servizi segreti. Subito è emersa la contrarietà di Matteo Renzi, così come quella di Forza Italia, confermata prima da Licia Ronzulli e poi da fonti azzurri. Poi anche il Pd è sembrato affrancarsi: prima le voci su altri candidati ancora in campo, compresa la divisiva Marta Cartabia, voci confermate. Poi le voci, non confermate, su un partito spaccato.

Poi, poco dopo le 22, la nota di Forza Italia che fa il rumore di una bomba. Poche, ma durissime, righe: "Forza Italia, allo scopo di favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del Presidente della Repubblica, da questo momento in poi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche". Insomma, siamo alla rottura del centrodestra: il partito di Silvio Berlusconi si stacca e tratta da solo. Dunque non di concerto con gli alleati.

26 gennaio 2022

☆ PATTO MUSUMECI - MELONI (❓)


È arrivata la decisione del un patto federativo tra Diventerà Bellissima e Fratelli d’Italia, che prevede lo schieramento della Meloni per la ricandidatura di Musumeci? Pare di si. Galeotta fu l'elezione del Presidente della Repubblica, con colonNello romano, alla Camera a votare.

Quali siano i termini dell’accordo va ancora definito nei particolari, soprattutto per quanto riguarda le liste alle regionali, ma questi non sono dettagli trascurabili.

24 gennaio 2022

✅ QUIRINALE: MELONI LANCIA CARLO NORDIO

 

Fratelli d'Italia lancia la candidatura di Carlo Nordio per il Quirinale: "Molte personalità, che provengono dall'area del centrodestra, avrebbero il curriculum e lo standing per ricoprire il ruolo di presidente. Nomi come quello di Marcello Pera, Letizia Moratti, Elisabetta Alberti Casellati, Giulio Tremonti, Franco Frattini sono tutti autorevoli. Io ho chiesto di allargare la rosa anche alle personalità che non hanno un trascorso politico e per questo abbiamo aggiunto il nome di Carlo Nordio, su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni". Chi è Carlo Nordio ex magistrato anticasta giudizialista?

17 gennaio 2022

🇮🇹 ROMANZO QUIRINALE 2


 Tra telefonate e abboccamenti vari con chi sa, nel nostro borsino si parla di almeno 50 voti mancanti all'appello, anche se i più scettici fanno salire notevolmente la quota contando anche gli inevitabili franchi tiratori dentro il centrodestra. Questo, ci sottolineano i succosi e stringatissimi "flash" di sa, Berlusconi si sta prendendo tempo per decidere. La sua discesa in campo, e ci sarà, arriverà "entro mercoledì o giovedì". 

La riserva verrà comunque scelta prima che Salvini e Meloni impongano "la verifica sui nomi" imposta nel vertice romano di Villa Grande, pochi giorni fa. ll Cav, senza troppi giri di parole, "non vuole essere trombato" e nel caso si renda conto di non avere i numeri "farà il beau geste del tipo 'Non voglio salire al Quirinale con 505 voti". 

E chissà che non sia proprio quello il momento del fidatissimo Gianni Letta, in grado di garantire al tempo stesso Berlusconi, centrosinistra e così Mario Draghi, resterebbe a Palazzo Chigi. Le jeux sont fait?

08 settembre 2021

✅ Operazione verità2. Musumeci, Stancanelli e la "sindrome rancorosa del beneficato"


Perché Raffaele Stancanelli sarebbe il candidato presidente fisiologico del centrodestra dopo Nello Musumeci? La risposta non affonda nell’oceano delle ragioni di una pur plausibile rivendicazione di merito come volgarmente hanno dato a intendere i principali organi di stampa locali o i salotti politici. La risposta risiede piuttosto nei fatti che la storia ci consegna e che portarono all’elezione stessa del governatore oggi in carica.

18 gennaio 2021

MONUMENTALE L'INTERVENTO DI GIORGIA MELONI SULLA FIDUCIA A CONTE

Non siamo dei fans di Fratelli d'Italia, tra di noi (della redazione) nessuno ha mai votato la fiamma tricolore. Detto questo non possiamo non apprezzare l'intervento di Giorgia Meloni che ha sottolineato i temi che da mesi sosteniamo anche noi, con ironia e incisività. Non sappiamo se ci legge e fa sue le nostre idee, ovvero sui temi abbiamo stesse sensibilità 👍.

07 gennaio 2021

🚧 Una tranvata per Conte. Anche la figlia di Moro firma la petizione per mandarlo via. La lettera.


Giuseppe Conte in un'intervista rilasciata qualche tempo fa al Fatto Quotidiano, aveva affermato che il suo modello politico di riferimento era Aldo Moro al quale si ispirava.

Oggi riceve schiaffoni e sconfessioni proprio dalla figlia di Aldo Moro, Maria Fida, che firma la petizione per mandarlo a casa e porre fine all'esperienza di questo governo, rendendo pubbliche le motivazioni in una lettera aperta:

"Mio figlio, Luca Moro, ed io - leggiamo nella lettera firmata Maria Fida Moro - abbiamo deciso di aderire alla raccolta firme lanciata dall’onorevole Giorgia Meloni per “rispedire al mittente l’attuale Governo”. Le ragioni sono semplicissime.