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07 gennaio 2021

🚧 Una tranvata per Conte. Anche la figlia di Moro firma la petizione per mandarlo via. La lettera.


Giuseppe Conte in un'intervista rilasciata qualche tempo fa al Fatto Quotidiano, aveva affermato che il suo modello politico di riferimento era Aldo Moro al quale si ispirava.

Oggi riceve schiaffoni e sconfessioni proprio dalla figlia di Aldo Moro, Maria Fida, che firma la petizione per mandarlo a casa e porre fine all'esperienza di questo governo, rendendo pubbliche le motivazioni in una lettera aperta:

"Mio figlio, Luca Moro, ed io - leggiamo nella lettera firmata Maria Fida Moro - abbiamo deciso di aderire alla raccolta firme lanciata dall’onorevole Giorgia Meloni per “rispedire al mittente l’attuale Governo”. Le ragioni sono semplicissime.

Un’intera generazione di studenti ha già perso oltre sette mesi di scuola e, se va tutto bene perderà un altro anno. L’economia del nostro Paese è stata azzerata, bonus o non bonus. La gente è terrorizzata a causa della mancanza di informazioni chiare e precise. Siamo tutti agli arresti domiciliari, ma non sappiamo fino a quando. È stato eroso il potere sovrano del Parlamento e cancellati, come se fosse normale, i diritti inviolabili dell’uomo. Primo fra tutti la libertà, che è il bene più prezioso di tutti.

Mio padre, Aldo Moro, è stato ucciso e come lui tanti altri servitori dello Stato in nome della libertà. Ci sono state innumerevoli terribili guerre per riavere e difendere la libertà. La normalità non è una gentile concessione del Governo, è il nostro destino di uomini liberi, creati a immagine e somiglianza di Dio che ci ha fatto dono del libero arbitrio. Non siamo pedine inanimate su una scacchiera. Siamo persone! Il Governo faccia al meglio il proprio lavoro, cosa che fin ora non ha saputo fare, invece di tiranneggiare sugli italiani. Dove sono gli uomini di legge e coloro che hanno studiato diritto? Dove sono gli uomini di buona volontà? Dov’è la gente di buon senso? Dove sono gli uomini liberi? Venite a firmare o i morti di tutte le guerre saranno morti invano".   

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