DAL CELLULARE DI PALAMARA SI RICOSTRUISCONO I PRIMI DUE ANNI DI GOVERNO GRILLINO: A POCHI GIORNI DALLA NOMINA A MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, BONAFEDE SI TROVA PIGNATONE IN UFFICIO PER ESSERE INTERROGATO SUL CASO DELLO STADIO DELLA ROMA, E SOPRATTUTTO SUL PERCHÉ AVESSE APPIOPPATO LANZALONE ALLA RAGGI. IL MANAGER CHE SCRISSE IL NUOVO STATUTO DEL M5S CHE DUE GIORNI DOPO FU ARRESTATO. POI SALTÒ L'INCARICO PER IL DAP PROMESSO A DI MATTEO, PER LA GIOIA DI PALAMARA.
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03 giugno 2020
29 maggio 2020
DI MATTEO CONFERMA: "NON POSSO ACCETTARE CHE SI FACCIA CREDERE CHE IO ABBIA DETTO QUALCOSA CHE NON CORRISPONDE ALLA VERITÀ"
Il magistrato risponde ad una domanda di Andrea Purgatori sulla telefonata che fece in diretta a Non è l’Arena di Massimo Giletti e che scatenò una polemica con il Ministro Bonafede: «Confermo parola per parola. Se me lo chiederanno circostanzierò tutto nelle sede opportune»
28 maggio 2020
DI MATTEO, UN ALTRO SILURO PER IL MINISTRO (IN MALAFEDE) ALFONSO BONAFEDE
DAGOSPIA
“Lei confermerebbe parola per parola quello che ha detto a telefono con Massimo Giletti?”. A questa domanda di Andrea Purgatori è arrivata la risposta convinta di Nino Di Matteo: “Ci mancherebbe, confermo assolutamente tutto. Non posso accettare che si faccia credere che io abbia detto qualcosa che non corrisponde al vero”.
19 maggio 2020
18 maggio 2020
MAGISTRATURA: LA GUERRA TRA BANDE, LA RIMOZIONE DI DI MATTEO "CONSEQUENTIA RERUM?"
La ragione ufficiale offerta allora dal capo della DNA era l’intervista rilasciata dal pm palermitano alla trasmissione Atlantide condotta da Andrea Purgatori su La 7 il 18 maggio 2018. Un provvedimento severo visto che Di Matteo non svelava alcun segreto ma faceva solo dei ragionamenti su fatti noti. Al Fatto fonti vicine al procuratore dissero: “Quei fatti erano sì noti ma il procuratore Cafiero De Raho non ha gradito che su di essi raccontasse in tv la sua personale valutazione”. Il punto, secondo Cafiero De Raho, era che quelle valutazioni di Di Matteo erano oggetto allora di discussione tra Di Matteo stesso e i colleghi del pool stragi della Direzione Nazionale Antimafia di cui il pm palermitano faceva parte. Ora dalle chat del magistrato Luca Palamara depositate nell’indagine perugina che ha sconvolto il Csm nel maggio del 2019 emerge un fatto inedito.
14 maggio 2020
Il decreto Scarface (botta iniziale e morte finale)
12 maggio 2020
10 maggio 2020
FRANK CIMINI VOX CLAMANTIS IN DESERTO nel porto delle nebbie
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI IN TUTTA FRETTA, COME METTERE UNA PEZZA PER ALLENTARE LE POLEMICHE, APPROVA IL DECRETO LEGGE
DOPO DI MATTEO, DUE PENTITI AFFONDANO BONAFEDE
Le parole di un collaboratore di giustizia ed ex killer di Cosa nostra, Pasquale Di Filippo, mette in difficoltà il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
09 maggio 2020
📗 Il Pentito Gaspare Mutolo: “Scarcerazioni fanno parte della trattativa tra Stato e Mafia”
Il pentito Mutolo: “Le scarcerazioni dei boss mafiosi sono una vergogna. Lo Stato ha perso, ma non adesso. Ha perso tempo fa, quando ha avviato la trattativa con Cosa nostra che continua tuttora”. A parlare, in una intervista esclusiva all’Adnkronos realizzata da Elvira Terranova, è lo storico pentito di mafia Gaspare Mutolo. Ex picciotto di Cosa nostra, ventidue omicidi, guardaspalle del boss palermitano Rosario Riccobono, killer ed autista del capo dei capi corleonese, il sanguinario Totò Riina. Fino al 1991, quando decide di collaborare con i giudici Giovanni Falcone prima e Paolo Borsellino dopo. Dalla sua residenza segreta, dove vive sotto protezione, Gaspare Mutolo parla delle polemiche sulle scarcerazioni dei boss mafiosi e di altri detenuti di ‘rango’.
08 maggio 2020
🔴 SOLO POSTI IN PIEDI AL CIRCO DEI MANETTARI di Giandomenico Caiazza
Ho già avuto modo di dire, ma non riesco a trattenermi dal ribadirlo, come la iniziativa televisiva del dott. Nino di Matteo contro il Ministro di Giustizia Bonafede rechi inequivocabili le stimmate del disegno provvidenziale. Mai avremmo immaginato che la implosione del populismo giustizialista potesse deflagrare sotto i nostri occhi con tanto anticipo sui tempi di un destino comunque scontato, e con tanta strepitosa forza dimostrativa.
📗 IL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA ARENULA
BONAFEDE AL BIVIO, CONTE IN BILICO – STEFANO FOLLI: O IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA RIPORTA IN CELLA ALMENO I PIÙ PERICOLOSI TRA I CAPI MAFIOSI NELLE PROSSIME ORE, O SI DEVE DIMETTERE!
IL DECRETO IERI SERA ERA ANCORA UN FOGLIO BIANCO. E SI CAPISCE: NON SI POSSONO RIMANDARE I MAFIOSI IN CARCERE PER DECRETO, CHECCHÉ NE DICANO I 5STELLE. E' MATERIA PER GIUDICI DI SORVEGLIANZA, DI APPELLO, DI CORTE D'ASSISE – E SE CADE BONAFEDE, RUZZOLA ANCHE CONTE...
07 maggio 2020
📗 KILL CONTE! – LO SCHIAVO DI CASALINO COMINCIA A SUDARE FREDDO
OGNI MATTINA SI TROVA “LA REPUBBLICA”, MICA UN SITO COME NOI O UN TRAVAGLINO DEL CAXXO, CHE GLI SPARA UNA BOMBA DOPO L’ALTRA
2. IL KILLER DI MAURIZIO MOLINARI E’ STEFANO FOLLI: ’'IN ALTRI TEMPI LA VICENDA DEI CAPI DELLA MALAVITA SCARCERATI IN MASSA AVREBBE PROVOCATO LE DIMISSIONI DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA BONAFEDE PER RESPONSABILITÀ POLITICA OGGETTIVA. E FORSE AVREBBE DATO LA SPINTA DECISIVA ALLA CADUTA DEL GOVERNO. NELLA REPUBBLICA DEI CINQUE STELLE IL GUARDASIGILLI PER ORA RESTA AL SUO POSTO E SI SFORZA DI RIMANDARE IN CARCERE I BOSS COME UNO CHE SI AFFANNA A RIMETTERE NEL TUBETTO IL DENTIFRICIO SPREMUTO…”
3. A DIMETTERSI NON C'E' SOLO BONAFEDE, PRESTO MOLLERA' ANCHE IL MINISTRO PAOLA PISANO
📗 MARIO GIARRUSSO, L'IMPERDIBILE CONTROCANTO: LA MIA RIFLESSIONE SUL CASO BONAFEDE. IL VIDEO!!!
1) Basentini è stato scelto da Bonafede, primo errore,
2) è stato preferito a Di Matteo, secondo assurdo errore,
3) con la famigerata circolare 21 del Dap sono state aperte le carceri ai mafiosi, terzo errore,
4) ci sono voluti due mesi e più di 376 mafiosi scarcerati prima che il ministro desse segni di vita (rimuovendo Basentini), quarto errore.
E questo sarebbe un ministro valido?
E questo sarebbe un ministro valido?
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ C'E' CHI DICE SI, C'E' CHI DICE NO...BUSINAROLO (M5S) A GAMBA TESA SU DI MATTEO
In questi giorni lo sforzo dei "capi" del M5S è quello di mantenere un equilibrio tra le tifoserie grilline che sostengono Bonafede ovvero Di Matteo. Un esercizio tutto politichese vecchia maniera per salvare il movimento da una spaccatura ideologica che porterebbe ad un ulteriore distinguo e fuga con una nuova e ulteriore accusa di tradimento delle istanze che hanno fondato lo stesso movimento, forse la più marcata per una forza che del giustizialismo ne ha fatto una ragione esistenziale. Ma non tutti accettano questo surplace. Interviene con una intervista a La Notizia la presidente della commissione giustizia alla camera Francesca Businarolo che squarciando il velo di ipocrisia stellata, entra a gamba tesa nel dibattito, contro Di Matteo:
06 maggio 2020
📗 DI MATTEO VS. BONAFEDE. SCOOP! IN ESCLUSIVA LE INDISCREZIONI DA PALAZZO
Non sempre ciò che appare fotografa la realtà che si nasconde dietro l’angolo.
Un autorevole esponente del M5S, ripetiamo del MOVIMENTO CINQUESTELLE ma non è propriamente grillino, nonostante ciò siede al governo, chiamato da Di Maio. Da post democristiano non riesce a star zitto se adescato nel modo giusto.
Bene, lo abbiamo incontrato in una caffetteria romana in zona Prati, il 5 maggio, primo giorno di apertura, in modo clandestino e con mascherina.
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