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28 gennaio 2022

📊 I DUE PERIMETRI DELLA POLITICA ITALIANA

da Roma la ns. inviata Antonella Brancati

La dichiarazione del "senatur" Umberto Bossi fa il paio con le dichiarazioni di Letta fatte a margine dell'incontro con Salvini e Conte.

Il problema è l'esistenza dei due perimetri diversi nella politica di oggi. Cioè quello delle coalizioni e quello del governo, che sono difficilmente sovrapponibili.

Potrebbe essere questo il discrimine che va oltre la presidenza della Repubblica e che da domani potrebbe essere risolutivo anche per le prossime elezioni e anche per la rideterminazione di scelte nette tra le forze politiche.

Che Salvini e la Lega stia a ruota di Berlusconi vuol dire di uno spostamento verso un centro moderato e liberale abbandonando posizioni estreme. Un centro che dialoghi con le forze progressiste? Vedremo.
 

11 novembre 2021

QUIRINALE: BERLUSCONI DOPO DRAGHI NEL GRADIMENTO DEGLI ITALIANI


Cerchiamo di commentare il sondaggio di Pagnoncelli su chi gli italiani vorrebbero Presidente della Repubblica. Il preferito è Mario Draghi con il 30%, di gradimento, ma secondo, a sorpresa, si piazza Silvio Berlusconi con il 14% e stacca di gran lunga tutti gli altri. In pratica, nei sondaggi, è una corsa a due. Stupisce? Non più di tanto. In primo luogo non ci sono molti altri degni della carica, in questo periodo della politica dei mediocri. In secondo luogo Berlusconi è comunque un simbolo, non solo per gli elettori e gli ex elettori di Forza Italia, ma anche per tutto il centro destra, o meglio per tutto l'orizzonte avverso alla sinistra. Non dimentichiamo che Berlusconi è stato il grande rivale della sinistra degli ultimi 30 anni. Non solo. Mettere Berlusconi al Quirinale sarebbe una grande rivincita. Non ci dimentichiamo che dieci anni fa, nel novembre del 2011, è stato estromesso da Palazzo Chigi con quello che alcuni hanno definito addirittura un colpo di stato bianco e comunque con un atto di forza politica e non solo politica. Dopo sono arrivati Monti, la Fornero tutti gli altri disastri che abbiamo visto e pagato sulla nostra pelle.

21 ottobre 2021

Guerra aperta in Forza Italia. Mariastella Gelmini guida la rivolta per far cambiare pelle al partito.

 


Alla fine Forza Italia esplode. La lunga faida tra «sovranisti» e «governisti» viene fuori alla luce del sole dopo l’elezione del nuovo presidente dei deputati azzurri, Paolo Barelli. «A Silvio Berlusconi viene raccontata una parte di verità» sbotta Mariastella Gelmini, avvertendo di «essere profondamente berlusconiana, ma l’ultima stagione del berlusconismo non mi rappresenta e non rappresenta neanche Berlusconi».



01 febbraio 2021

EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA ITALIA VIVA

Matteo Renzi bifronte: un nuovo esecutivo con Giuseppe Conte azzoppato, o un governo di alto profilo con Mario Draghi premier e i "migliori". Possibilità per "entrambi al 50%", spiega Renzi a quelli di Italia Viva, ma mette condizioni difficili. 

04 luglio 2020

QUALE GIUSTIZIA???



La sentenza a 3 anni e 8 mesi per Silvio Berlusconi nel processo Mediaset Agrama del 2013 fu "una sentenza clamorosamente sbagliata dal punto di vista giuridico". Secondo Alessio Lanzi, docente universitario di diritto penale  e attuale membro laico del Consiglio superiore della magistratura, quella condanna era "basata su invenzioni dottrinali senza precedenti. Una sentenza inventata, che non stava né in cielo né in terra".

03 luglio 2020

VOTARE PER RIFORMARE L’(IN)GIUSTIZIA



di Cesare Alfieri
L’Italia non è una democrazia liberale. È chiaro infatti che ciascun italiano rischi di finire davanti all’Inquisizione e al “plotone d’esecuzione” per le proprie idee, qualsiasi cosa abbia e soprattutto non abbia fatto. La giustizia, in Italia, è ingiusta. È evidente dalle chat dei giudici politicizzati, a cui sono da aggiungere le denunce del giudice della Corte di Cassazione Amedeo Franco sulle sentenze contro Berlusconi. Tutti noi possiamo essere condannati ingiustamente in base al puro arbitrio.

02 luglio 2020

Berlusconi: Intervista di Aldo Torchiaro a Matteo Renzi , "il Riformista", 2 luglio 2020.



L'audio di Amedeo Franco su Berlusconi, reso noto da "Il Riformista" non si sente, a sinistra. Come se in un paio di auricolari una delle due uscite fosse malfunzionante. Non riceve. Ci starebbero provando, assicurano. Ma non riescono. E anche quando dovessero sentirlo, purtroppo non riescono a pronunciare una parola di condanna sull'ammissione palese che le sentenze venivano manipolate ad arte. La sola eccezione è rappresentata da Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva nell'intervista che segue mette i puntini sulle i: «Berlusconi va rispettato come uomo ed ex presidente del Consiglio. Le accuse contenute nell'audio de Il Riformista, se confermate, offrono un quadro gravissimo su cui è urgente fare chiarezza».

01 luglio 2020

Sentenza Berlusconi, Palamara: "Conosco pezzi importanti di questa storia"


Palamara tornato a parlare del sistema giustizia che "va profondamente rimeditato e rivisto, è un sistema che fa fatica ad andare avanti". Secondo l'ex presidente di Anm ha "fallito il sistema delle correnti, ha fallito il sistema della spartizione tra correnti", aggiunge Palamara. E spiega:  "Da un lato ha portato i migliori nei posti più importanti d'Italia ma ne ha penalizzati tanti altri esclusi da questo meccanismo ma avrei timore dell'introduzione del sorteggio" per la scelta dei componenti togati del Csm.

L’Anm al Riformista: “Solo noi possiamo distribuire intercettazioni”. CHI HA PAURA DELLA VERITA'?



di Piero Sansonetti "Il Riformista"
Ho sentito centinaia di volte, centinaia di politici, inquisiti, ripetere la stessa frase: «Ho piena fiducia nella magistratura». Beh, spero di non doverla più sentire. È una frase insensata. Insensata da sempre, secondo me; sicuramente da quando è scoppiato il caso Palamara e ancor più sicuramente ora che si è saputo che la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi del 2013 era una sentenza sbagliata e forse pilotata (anche il tribunale di Milano, oggi, ha accertato che non c'è stato reato).

"HO DETTO TROJAN, NON TROIA". SGARBI TORNA IN PARLAMENTO DOPO ESSERE STATO CACCIATO. IL VIDEO


In seguito alla goliardica cascata dal Parlamento, Vittorio #Sgarbi torna a parlare in aula, chiarendo alcune delle sue posizioni e rettificando i malintesi che avevano portato alla decisione di Mara Carfagna di buttare fuori il parlamentare del gruppo misto. Ecco il suo intervento:

30 giugno 2020