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12 gennaio 2024

🇧🇹 REGIONE SICILIANA, CI SONO O CI FANNO?



 La finanziaria regionale è stata approvata anche se il Governo, al netto di alcuni articoli, è stato costretto, per non farla stravolgere del tutto, alla formulazione di un maxi emendamento, necessario a blindare una maggioranza sempre in bilico.

Ma mentre si era nel vivo della discussione ecco arrivare una ennesima tegola. Una bacchettata della Consulta, che ancora una volta, accogliendo un ricorso delle sezioni riunite della Corte dei Conti, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma con la quale la Regione siciliana aveva destinato 29 milioni di euro all’Arpa (Agenzia Regionale per l’Ambiente) prelevando le risorse dal fondo sanitario regionale. ILLEGITTIMO.

29 dicembre 2023

🔴 CORTE DEI CONTI, IN ARRIVO PROVVEDIMENTI PER DANNI ALLA REGIONE

 

Natale 2023 è appena passato e ci si accinge a festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo. Passate le ultime festività che la befana porterà via, di li a poco, arriverà la prima delle scadenze elettorali, le Elezioni Europee 2024. 

Una scadenza elettorale che potrebbe radicalmente ridisegnare il quadro della maggioranza di governo, nazionale e regionale, che vede impegnate forze di maggioranza e di opposizione nella ricerca dei candidati più carismatici e soprattutto più capaci di attrarre consensi.

Dopo le europee certamente cambieranno tanti equilibri e la politica politicante fatta di proclami annunci inaugurazioni e festini dovrà fare i conti anche con gli elettori e con i primi bilanci delle scelte messe in campo.

In Sicilia, all’ARS, la Finanziaria giace, inerme, probabilmente per consentire a qualche mediatore di trovare, tra un panettone ed una bottiglia di spumante, accordi ed equilibri per approvare di tutto e di più, per affossare ancor di più la Regione Siciliana.

Ma mentre loschi figuri si muovono tramando a danno dei siciliani arriva prepotente la notizia che la Procura della Corte dei Conti, sul famoso caso Nomura, certifica che la Regione Siciliana ha subito un danno da 116 milioni per i derivati ​​stipulati nel 2005 e rinegoziati nel 2006 in contrasto con le previsioni di legge e privi di una reale funzione di protezione dalle variazioni dei tassi. 

E chiama in causa la stessa NOMURA ed anche un nutrito gruppo di Dirigenti e Funzionari Regionali. Il Ragioniere generale all’epoca dei fatti, Marcello Giacone, dirigente nello staff del Ragioniere generale. Cosimo Aiello, dirigente; Filippa Maria Palagonia, dirigente; Giovanni Ravì, funzionario direttivo.

Questa azione della Procura della Corte dei Conti, ancorché oggettivamente tardiva, visto che i fatti
contestati si riferiscono al 2005-2006 (Governo Cuffaro), è però un grande monito che arriva al cuore, e nelle tasche, di politici e burocrati nel momento in cui questi sono chiamati a discutere ed approvare diversi articoli, contestati, della finanziaria.

Le responsabilità delle malefatte alla fine vengono accertate e chi ha sbagliato deve pagare per i danni causati alla Regione e per gli abusi perpetrati. E pagano tutti i soggetti coinvolti, sia quelli che di fronte a evidenti porcherie hanno preferito compiacere una certa politica corrotta, che quelli che hanno avallato le nefandezze perpetrate girandosi dall’altro lato, divenendo anche loro complici passivi.

Un monito che incombe sulla finanziaria regionale e sulle scelte e comportamenti di alcuni parlamentari regionali, che qualcuno ritiene molto impegnati a fare marchette, a cercare mancette, a favorire amici e parenti del potente di turno, a fare carne di porco (per citare una frase celebre dell’On. De Luca) di enti regionali, piuttosto che a fare gli interessi della Regione Siciliana e dei siciliani tutti.

Noi da sempre abbiamo aperto gli occhi ai nostri lettori, raccontando tutte le nefandezze che ci hanno documentato e mettendoci la faccia nello sputtanare burocrati collusi e politici clientelari, e lo faremo ancora in ogni sede opportuna.

Siamo stati oggetto di denunce e querele e probabilmente lo saremo ancora ma, nelle sedi opportune, abbiamo sempre dimostrato, atti alla mano, che quanto abbiamo raccontato è la verità.

Certamente siamo ironici, irriverenti. facciamo il nostro lavoro in maniera pungente, talvolta pressante, ma siamo compiaciuti nel sapere che alla fine la giustizia arriva sempre, anche tardivamente, ma arriva. 

Allora ci sentiamo confortati dal fatto che il nostro lavoro non è stato inutile e che la nostra perseveranza è stata premiata, ma ancor di più premiato è stato il coraggio di chi si è fatto carico di darci spunti, documenti, raccontato fatti, evidenziato coinvolgimenti, consentendoci di fare il nostro lavoro al meglio e di tutelare gli interessi della Sicilia e dei siciliani tutti. Per buona pace dei loschi figuri che la politica foraggia per farsi servire in dispregio di tutto. Adesso, anche se la politica continuerà a fare le proprie porcate, noi passeremo ad altro stadio d'intervento.

19 dicembre 2023

☄️ CEFPAS, CHE DIO LI AIUTI

 

Oggi all’ARS ci sarà conferenza dei Capigruppo e da domani inizia la maratona della Finanziaria, dove è inserita, all’art. 36 comma 5, anche la trasformazione del CEFPAS in Ente del Servizio Sanitario Regionale, pur non erogando prestazioni sanitarie, e con essa la trasformazione dei rapporti di lavoro di un gruppo di lavoratori precari che grazie a questa discutibile norma potranno, forse, diventare dipendenti di ruolo del CEFPAS. La c.d. “norma porcata”, come molti la definiscono, attraverso la quale un nutrito gruppo di lavoratori, che molti indicano come raccomandati, parenti, amici e sodali di politici, tra cui la moglie del deputato Gallo Afflitto da Agrigento, potrebbero guadagnare la stabilizzazione.

Paradossalmente questi lavoratori “fortunati”, sono stati assunti presso l’Ente, già a partire dal 2020, col contratto della Sanità Pubblica, pur non essendo il CEFPAS ente del SSR.

Proprio per questa “leggerezza” messa in campo con arte dal direttore del centro potrebbero aprirsi per questi fortunati le porte del posto fisso al CEFPAS. 

Sebbene ormai l’attenzione della Corte dei Conti e delle Autorità Inquirenti sia altissima, la politica politicante siciliana guidata da Renato Schifani, in disprezzo della qualità e del merito, sta tentando una operazione ai limiti della legalità, forse anche oltre, per dare un futuro a questi “fortunelli” col merito di avere mariti e/o amici, politici e potenti, che hanno le leve del potere.

06 dicembre 2023

La Comedie Sicilienne, sembrano contro ma... il silenzio degli indecenti

 


Una cena della sedicente opposizione al governo Schifani. Da La Vardera a Micciché passando per PD e Grillini. “Stiamo preparando l’ordinanza di sfratto per il governo Schifani -affermano all'unisono- Le recenti manovre di Schifani per l’unità del centro destra si sono rivelate efficaci come lo è la forchetta per consumare il brodo. Metà dei componenti della maggioranza hanno disertato oggi la commissione Bilancio e per andare avanti sono stati sostituiti con una evidente e poco elegante forzatura al regolamento. Questo, comunque, conferma quello che era già apparso evidente nei giorni scorsi a partire dalla bocciatura del Bilancio consolidato e cioè che le spaccature nel centro destra somigliano più a voragini che a semplici crepe e che in molti nella maggioranza remano contro il governo. Una cosa è certa: il cammino della Finanziaria sarà tutt’altro che una passeggiata”. Vorremmo vedere se sulle questioni importanti sapranno resistere al canto delle sirene. Se si opporranno, non solo alle mancette peraltro anche inserite e già approvate nel collegato alla finanziaria, ma anche a tutte quelle che inserite in silenzio tra le pieghe della legge consolidano e possibilmente sanano le malefatte precedenti. Queste cosiddette opposizioni sono caratterizzate dalla mancanza di azioni, si assiste solo a un BLA...BLA...BLA, per ingannare il popolo bue.



15 novembre 2023

🇧🇹 ARS, LA SANATORIA SOSPETTA NASCOSTA TRA LE PIEGHE DELLA MANOVRA FINANZIARIA

 


Appello al Presidente Galvagno

All'inizio della legislatura si era esclusa la possibilità di inserire e varare norme contenenti codicilli omnibus per far passare aspetti reconditi anche di norme ad personam. Così però non è. Il bizantinismo gattopardesco trova, oggi come sempre,  continuità nella sicilianità politica deleteria. Vediamo che succede proprio oggi nel Parlamento Siciliano, ci pensi lei, Presidente che ha sempre dimostrato buon senso. Stralciare!

I CIALTRONI DELLA POLITICA COLPISCONO ANCORA. 

Più posti per gli amici e stabilizzazione per tutti, parenti e mogli


Anche oggi torniamo a parlare di CEFPAS.

Con il nostro articolo del 16 ottobre u.s. dal titolo  “Il Problema del CEFPAS è il traffico” abbiamo anticipato che, per scongiurare le conseguenze, in termini di danno erariale e di abuso (con la nuova formulazione di legge) la politica politicante che ha sostenuto il CEFPAS e la sua gestione illuminata degli ultimi anni, si è data un gran da fare per mettere una pezza alle “leggerezze dolose” messe in campo dal Direttore del Centro e dai suoi sodali (anche in ambito di revisione controlli) nelle assunzioni di personale con qualifiche dirigenziale e non dirigenziale.

Infatti il CEFPAS, pur non essendo un Ente del Servizio Sanitario Regionale, si è avvalso delle prerogative di cui al D.Lgs 502/92 ed ha applicato il CCNL Sanità Pubblica per dare luogo ad una lunghissima serie di assunzioni, che diversi indicano come clientelari, creando i presupposti per una possibile stabilizzazione dei precari assunti, avvalendosi delle prerogative riconosciute dalla normativa nazionale in materia di stabilizzazioni del personale impiegato nel periodo pandemico da COVID.

In occasione dell’articolo del 16 ottobre abbiamo recuperato il DDL governativo con oggetto “Norme per il riordino del Servizio Sanitario Regionale” in parziale modifica della legge regionale 5 del 2019, poi burrascosamente ritirato dal governo regionale per le critiche ricevute, che al comma 4 dell’art. 6 tentava maldestro di fare diventare il CEFPAS ente del Servizio Sanitario Regionale.

03 maggio 2020

📗 REGIONE SICILIANA: LA FINANZIARIA 2020 "CORONAVIRUS" IN PILLOLE



Un provvedimento dedicato prevalentemente all'emergenza COVID19, che cerca di venire in aiuto alle famiglie siciliane, alle attività economiche ed al sistema sanitario.
I provvedimenti in finanziaria, da 1.5 miliardi, sono tantissimi, li sintetizziamo qui di seguito:

30 aprile 2020

✅ MUSUMECI VS. SAMMARTINO, LA GIUSTIZIA E LA POLITICA


Oggi il dibattito sullo scontro Musumeci - Sammartino si sposta, come sostiene qualcuno, sulla qualità degli interlocutori, sulla loro storia giudiziaria: «L’occasione riporta alla memoria di quali soggetti stiamo parlando e quanto sia interessante ragionare sulla qualità della rappresentanza politica»... e giù ad elencare tutte le indagini su Sammartino che sarebbero pertinenti in altre valutazioni, certamente non in questa. Opportuno è stato l'intervento dell'avv. Ivan Maravigna che di seguito riportiamo e che aggiunge altra testimonianza documentale, quando a parti invertite Musumeci sosteneva il ricorso al voto segreto come "un legittimo diritto del parlamento".