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18 febbraio 2024

PROVINCE, CHIMERA O IMBROGLIO?

 


  Il pasticcio sulle province era dietro l’angolo. E non è questione di ricatti interni alla maggioranza o di restituire uno sgarbo ricevuto da parte di alcune sue componenti. Da mesi, infatti, questo dibattito sulla restituzione del diritto di voto ai cittadini siciliani, che è parte del programma del centrodestra (nazionale e regionale), tiene banco sui giornali e nelle riunioni di maggioranza con un convitato di pietra: la sentenza con cui la Corte Costituzionale ha bocciato la legge sulle province approvata nell’agosto del 2017 in Sicilia.

Riassunto delle puntate precedenti. Prima il governo nazionale, con la legge Delrio, poi il governo siciliano con la riforma votata dalla maggioranza di Rosario Crocetta assieme ai grillini (dell’allora grillino) Giancarlo Cancelleri, decisero - in vista della riforma costituzionale di Matteo Renzi - di ridimensionare la Provincia o, come alcuni ritenevano, di cancellarla abolendola in quanto ritenuta “ente inutile”.

Si disse allora: se aboliamo le Province chi si occuperà della pianificazione di area vasta? Chi delle strade provinciali? Chi delle scuole superiori? E, soprattutto, quali risparmi si avranno se poi quelle competenze dovranno comunque essere esercitate e, quindi, le risorse stanziate?

08 gennaio 2024

⚖️ LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA LA REGIONE SICILIANA

 


Come affermato in seduta pubblica all’ARS dall’Assessore Falcone, in occasione della presentazione della proposta governativa della Finanziaria, in discussione in questi giorni, quanto partorito dal governo regionale e proposta all’ARS era il meglio degli ultimi 20 anni. 

In commissione però maggioranza ed opposizione hanno falcidiata la proposta, qualcuno come l’On. De Luca ne ha svelato magagne e retroscena, ed infine la finanziaria partorita è stata stravolta con diverse centinaia di emendamenti al punto che il Governo, al netto di alcuni articoli, è stato costretto alla formulazione in un maxi emendamento, necessario a blindare la maggioranza sempre in bilico, che dovrebbe essere oggetto di discussione ed approvazione nella settimana dall’8 al 12 gennaio. In difetto dovrà andarsi ad esercizio provvisorio.

Ma mentre si sta per entrare nel vivo della discussione ecco arrivare una ennesima tegola. Una bacchettata della Consulta, che ancora una volta, accogliendo un ricorso delle sezioni riunite della Corte dei Conti, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma con la quale la Regione siciliana aveva destinato 29 milioni di euro all’Arpa (Agenzia Regionale per l’Ambiente) prelevando le risorse dal fondo sanitario regionale.

06 dicembre 2023

La Comedie Sicilienne, sembrano contro ma... il silenzio degli indecenti

 


Una cena della sedicente opposizione al governo Schifani. Da La Vardera a Micciché passando per PD e Grillini. “Stiamo preparando l’ordinanza di sfratto per il governo Schifani -affermano all'unisono- Le recenti manovre di Schifani per l’unità del centro destra si sono rivelate efficaci come lo è la forchetta per consumare il brodo. Metà dei componenti della maggioranza hanno disertato oggi la commissione Bilancio e per andare avanti sono stati sostituiti con una evidente e poco elegante forzatura al regolamento. Questo, comunque, conferma quello che era già apparso evidente nei giorni scorsi a partire dalla bocciatura del Bilancio consolidato e cioè che le spaccature nel centro destra somigliano più a voragini che a semplici crepe e che in molti nella maggioranza remano contro il governo. Una cosa è certa: il cammino della Finanziaria sarà tutt’altro che una passeggiata”. Vorremmo vedere se sulle questioni importanti sapranno resistere al canto delle sirene. Se si opporranno, non solo alle mancette peraltro anche inserite e già approvate nel collegato alla finanziaria, ma anche a tutte quelle che inserite in silenzio tra le pieghe della legge consolidano e possibilmente sanano le malefatte precedenti. Queste cosiddette opposizioni sono caratterizzate dalla mancanza di azioni, si assiste solo a un BLA...BLA...BLA, per ingannare il popolo bue.



13 maggio 2023

🇧🇹 ARS, Galvagno: "Si lavori di più". L'intervista di Roberta Fuschi

Che dire di più di quanto letto. Il Presidente Gaetano Galvagno, che il 15 febbraio ha compiuto 38 anni, dimostra essere di una maturità politica non comune oggi. Certo è cresciuto a pane e politica coniugando la determinazione e la moderazione. Però non siamo qui a fare alcun panegirico, anche se qualche giorno fa abbiamo confessato ad alcuni amici che osservando il panorama ci convinciamo sempre più che il giovane Presidente sia un Highlanders della politica (come foto sotto 😎) e che alla fine ne resterà solo uno. Buona lettura.

CLICCA E LEGGI L'INTERVISTA DI ROBERTA FUSCHI PER LIVE SICILIA

27 dicembre 2022

Galvagno: «Il mio “modello Senato”» . L'intervista


Il presidente dell’Ars. «Basta leggi-omnibus, dignità alle commissioni. Finanziaria, ecco il piano. Io mediatore fra Schifani e Miccichè? Sono sincero: oggi non ci sono le condizioni per una pace».


20 ottobre 2022

🚩 REGIONE SICILIANA: PARLA L'ONOREVOLE FUORIQUOTA

 

Un vampiro di lungo corso, profondissimo conoscitore della politica romana e soprattutto siciliana, più volte deputato regionale, eletto da due legislature al parlamento nazionale fuori dall'Isola, pur essendo siciliano doc. Ha accettato, da oggi, a farci da commentatore sapiente, delle vicende, dei retroscena, di ciò che succede nei palazzi del potere, fatti che non sono pubblici, analizzando e sviscerando i futuribili eventi. Un insidenews-man insomma. Naturalmente sotto copertura.

C'è stata una congiunzione astrale unica. Il centrodestra vince a Roma e in Sicilia, con maggioranze notevoli. Ma qualcosa traballa, per vezzi personalistici?

Lo chiamerei fattore B. contagioso anche per la Sicilia. Il cav. non è quello di una volta. Ha perso la centralità e questo lo fa impazzire. Giorgia Meloni fa bene a tenere la barra dritta, non si può sbagliare in una situazione critica per il Paese.

In Sicilia anche vi sono fibrillazioni?

Il guastatore Miccichè. È chiaro che per il luogotenente azzurro dopo anni di predominio assoluto, per ben due volte presidente dell'ARS, non può essere soggetto a scelte altrui e Schifani non è proprio un suo "amico" e gode anch'esso di un prestigio personale presso il capo. Quindi per Gianfranco tanto peggio tanto meglio. Con De Luca di scorta. Ovvero è proprio lui la scorta di Cateno, per il quale, come scritto anche da voi, la banda bassotti, così definito da lui l'assetto del potere siciliano, scompare improvvisamente. Ma Miccichè è troppo intelligente per fare una cosa simile. L’atteggiamento avrebbe infatti degli effetti disastrosi sulla tenuta della maggioranza e andrebbe contro la consuetudine, nel senso che Forza Italia ha già il presidente di Palermo e con le richieste di FdI, sempre più orientati sul nome del paternese Gaetano Galvagno, molto apprezzato dal presidente del Senato Ignazio La Russa. 

Quindi un centrodestra impantanato?

Dopo le vittorie eclatanti non possono sbagliare. La politica è cambiata. Devono fare tutto e bene. Dare spazio alla meritocrazia, alla qualità personale e rispettare, in Sicilia, chi ha avuto il consenso popolare e che deve rappresentare le istituzioni. L'alternativa è sparire. Le schermaglie per le poltrone sono naturali, accade in tutto il mondo, l'importante è non esagerare e non tralasciare le indicazioni che hanno dato gli elettori. Di questo ne riparleremo tra qualche giorno.