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27 ottobre 2021

LE SARDINE AIUTANO L'ISLAM NON GLI ITALIANI

 


Dopo una battaglia durata anni, con un duro braccio di ferro con il Comune, la comunità islamica di Pisa lo scorso giugno ha ottenuto il permesso di costruire la moschea. Solo che ora mancano i soldi e per trovarli sono scese in campo le Sardine pisane. L'idea è presto detta: organizzare un picnic («Un panino per la libertà di culto») per promuovere una raccolta fondi, ce ne vogliono 2,8 milioni.

Da qui l'appello rivolto ai cittadini

L'idea della moschea pisana era partita nel 2007, con la giunta di centrosinistra che 5 anni dopo con una variante al regolamento urbanistico aveva individuato il luogo, una zona non troppo lontana dalla Torre pendente. Il terreno fu poi acquistato dalla comunità islamica tra il 2013 e il 2014. 

Ma che cosa hanno in mente ora le Sardine? Guardano già alle prossime elezioni comunali (a Pisa si voterà nel 2023) e intendono marcare il terreno intestandosi una battaglia per mettere un piede nelle istituzioni. Come avvenuto di recente a Bologna.

Al di là delle polemiche, è impensabile però che si promuova una raccolta fondi a favore della comunità islamica anziché pensare a quelle italiane, creando tra l'altro un centro che potrebbe istruire qualcosa di diverso della cultura islamica, come le scuole coraniche dove si impara altro.

Ma i motivi del picnic delle Sardine, come dicevamo, sono altri, elettorali, ma la raccolta è stata un flop, solo 8,3mila.

08 marzo 2021

IL PD, GRILLO E LE SARDINE.

 


«Mi ero iscritto al Pd qualche anno fa poi mi dettero indietro i soldi e la tessera e Fassino fece la sua premonizione dicendo: si faccia un partito da sé Siamo nel caos ma il caos è creativo, quindi ho visto questo partito, il Partito democratico in cui va via una buona persona il Pd deve avere una narrazione deve avere un progetto». Così Beppe Grillo torna sul luogo del delitto dopo 12 anni, dopo aver fatto un partito e ripete il gesto irriverente nei confronti di una classe dirigente che ha perso la bussola, col cadavere politico di Zingaretti ancora caldo. 

06 marzo 2021

NEL CAOS PD IRROMPE GRILLO


I big del Partito democratico sono ancora 'al buio', dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti, sulla nuova guida dei dem. La difficoltà dei principali dirigenti Dem sta nel trovare in pochi giorni, prima dell'assemblea del 13 e 14, il nome di un segretario che traghetti il partito ad un congresso costituente, e che gestisca le delicatissime amministrative di ottobre e l'elezione del Presidente della Repubblica. 

In queste ore di confusione si inseriscono soggetti esterni al Pd, come Beppe Grillo che si propone come segretario alludendo ad una alleanza tra M5s e i Dem. E le Sardine che con un lungo sit-in al Nazareno sposano la linea dell'ex segretario.

Beppe Grillo, infatti, in un post dai toni visionari e apocalittici, ha invitato il Pd a mettere nel proprio simbolo la data del 2050, come farà M5s (cosa confermata Luigi Di Maio). «Io vi invito, se mi invitate vengo, - ha scritto Grillo - faccio il segretario, vi ripeto, del Pd elevato, ci mettiamo 2050 nel simbolo, io ci sto un anno, un annetto, Conte sta di là un annetto, parliamo con tutti e facciamo dei progetti comuni».

 

ASSALTO AL PD. INTOSSICAZIONE DA PESCE

 


 "Se il Pd non va al Paese, il Paese andrà al Pd", così le Sardine preparano l'assalto al Nazareno. Così oggi il movimento delle 6000 Sardine ha dato appuntamento ai suoi militanti al largo del Nazareno a Roma, davanti alla sede nazionale del PD. Vedremo quanti saranno e cosa faranno.

Manifestazione organizzata dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti, ormai ex segretario del Pd, che ha il sapore del dajavue. 

Di pesci applicati alla politica ne abbiamo già visti troppi. Dal tonno di Beppe Grillo a un PD ridotto a sardina ... e poi tutto finisce in gloria.

Le faide interne del M5S e dei Democratici ci fa presumere che il pesce in politica intossica.