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22 novembre 2022

❗ METTIAMO LE COSE AL PROPRIO POSTO. UN CASO MONTATO SUL NULLA.

 


Nella querelle, artatamente costruita al sol fine di trasformare il sano e normale dibattito, in una faziosa difesa del nulla, occorre precisare un paio di punti. Coerentemente al diritto di cronaca ed alla normale dialettica , fatta di linguaggi e modi che caratterizzano il progetto editoriale di QTSicilia – ricco di satira - abbiamo voluto precisare l’incongruenza emersa per diritto-dovere di cronaca.

QTSicilia non mette, come non ha mai messo in discussione le qualità culturali e morali del prof. Mimmo Chisari, e per questo è pronta a sottoscrivere un riconoscimento allo storico che ha contribuito con il suo lavoro ad approfondire la storia di questa città. 

Nulla di personale e offensivo, solo informazione, fatta con il nostro stile. 

Per questo siamo rammaricati, dopo aver saputo - per interposta persona – dell’ equivoco e del fraintendimento, come se avessimo voluto ferire la dignità dell’illustre storico. Per questo chiediamo scusa al professore Chisari, se malauguratamente ci abbia frainteso.

Cosa diversa è, di contro, la valutazione su quelle persone che, approfittando della buona fede del professore e di altri, hanno strumentalmente usato l’accaduto accusando questa testata giornalistica di aver offeso e attaccato una figura cosi mite e profonda. Quella si è una forma di sciacallaggio che non accettiamo. Noi rivendichiamo la libertà di stampa, di critica, di cronaca e di satira, costituzionalmente tutelate. Un tentativo, quello, di spegnere l’informazione dissidente, una sorta di censura impropria, che in questi mesi sta facendo emergere le criticità del governo locale. Forse il bailamme viene creato per coprire con certi frastuoni? C'è il fuoco sotto la cenere pronto a divampare?

Noi continueremo a raccontare quello che accade in città, in provincia, in Sicilia e nella politica nazionale che inevitabilmente si riversa su di noi, nel rispetto della dignità di tutti. Ma denunciamo la strumentalizzazione di quanto è accaduto, tra chat, post social, nella considerazione che abbiamo già chiarito, da tutte le parti. 

Infine denunciamo la gratuità di certe affermazioni che sono offensive e lesive della libertà di stampa, la quale ha offerto documenti e riscontri oggettivi, mentre dall’altro lato solo illazioni e false informazioni, come la sbandierata, ad arte, solidarietà offerta dall’avvocato Cicero, il quale ci ha affermato più volte che non c'è stato e non c’è alcun bisogno di solidarietà per un caso montato, da altri, sul nulla. 

Noi analizziamo i fatti. E li raccontiamo con il nostro stile. CASTIGAT RIDENDO MORES.

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La ControInformazione centra sempre l'obiettivo attraverso il suo lavoro giornalistico di satira e inchiesta  ha permesso allo "storico" Mimmo Chisari di chiarire  meglio e con più precisione la vicenda da noi stigmatizzata. Così si evitano equivoci, fraintendimenti, accrediti e si riportano i fatti alla realtà.

Non abbiamo altro da dire. Ma un'ultima cosa vorremmo sottolineare. Abbiamo sentito l'avvocato Cicero il quale ci ha detto che la telefonata allo "storico" è stata dovuta ad una sollecitazione ricevuta che sottolineava il malessere di Chisari. "Ho detto al prof. Chisari -ci dice Pippo Cicero- che io non ero affatto offeso delle affermazioni dette nella conferenza, solo questo, non ho parlato di solidarietà".

20 novembre 2022

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Abbiamo assistito ieri sera all'inizio dei festeggiamenti per i 950 anni del Castello di Paternò, organizzato dal Comune di Paternò, dalla Pro Loco, da Zona Franca e da Sicilia Antica. Guest Star il celeberrimo storico prof. Mimmo Chisari. 
Bene, come notiamo nel video che riportiamo sopra, il relatore prof. Chisari, annuncia urbi et orbi che  il ritrovamento del Libro Rosso, dei "privilegi" e non delle consuetudini, è stato fatto da una sua alunna, Vanessa Genova.
Per riportare le cose alla realtà. Il Libro dei privilegi della città di Paternò è stato ritrovato in un rigattiere di Palermo dalla sig.ra Caterina Agliadoro che lo ha poi donato all'avv. Pippo Cicero avendo letto il suo studio sulla materia sul web. Ecco come l'avv. Cicero scrive nell'appendice alla propria tesi a pagina 50:
«Rinvenimento del Libro dei privilegi Il ritrovamento del Libro rosso di Paternò - o meglio, come si vedrà, di buona parte di esso – a distanza di circa 80 anni della sua scomparsa dall’Archivio comunale della città, lo dobbiamo a una singolare circostanza. Nel luglio 2015, infatti, dalla telefonata di una sconosciuta signora, Caterina Aglialoro, apprendo che la stessa dopo aver letto questo lavoro sul sito internet dello studio legale aveva intuito che il manoscritto acquistato per curiosità tre o quattro anni prima da un rigattiere di via Volturno a Palermo era molto probabilmente l’originale Libro dei privilegi di Paternò andato perduto nel 1927. Nella successiva lettera con cui ne accompagna la spedizione la signora spiega che per mesi aveva cercato, affascinata, di decifrarne il contenuto ma finiva sempre per chiuderlo non riuscendo a completarne più di qualche periodo. Quindi – prosegue amabilmente - in ragione di quanto afferma S. Agostino nel senso che ogni corpo a motivo del suo peso va verso il luogo che gli è proprio, aveva capito che il luogo proprio del manoscritto era quello “dove viene studiato e conservato con amore” e così me lo donava per farne l’uso più appropriato. In effetti il manoscritto era proprio l’originale Libro rosso di Paternò; per la precisione tutta la parte da foglio 48 a 125 e quindi quasi due terzi della sua iniziale consistenza che era di 129 fogli100 . In totale 78 fogli contenenti: dal 48 al 90 documenti trascritti (tra i quali gli otto già pubblicati, come s’è visto, dal Savasta) e dal 91 al 125 documenti inseriti nel libro in originale e molto probabilmente, come parte dei primi, ancora inediti» PippoCicero  


Ora non comprendiamo, ovvero lo comprendiamo benissimo, quale sia il prurito del prof. relatore nel sottolineare che la scoperta è stata fatta da una sua alunna ben sapendo che Vanessa Genova nel compilare la propria tesi di laurea ha contattato il detentore del prezioso libro rosso e che ha ricevuto copia, solo di una pagina.

Non occorre affermare altro, solo che i meriti vanno dati a chi li ha e che in questo campo, dello studio e della ricerca storiografica, a volte si perde il senso della realtà. Ma cosa ancor più inquietante, per chi si approccia a questa materia, è che si tende ad acquisire meriti, medagliette, non dovuti, per una sorta di competizione che poi porta ad altri privilegi (per restare in tema di privilegi).