20 novembre 2022

🏰 PATERNÒ: TRA PALCO E REALTÀ, I 950 DEL CASTELLO

 




Abbiamo assistito ieri sera all'inizio dei festeggiamenti per i 950 anni del Castello di Paternò, organizzato dal Comune di Paternò, dalla Pro Loco, da Zona Franca e da Sicilia Antica. Guest Star il celeberrimo storico prof. Mimmo Chisari. 
Bene, come notiamo nel video che riportiamo sopra, il relatore prof. Chisari, annuncia urbi et orbi che  il ritrovamento del Libro Rosso, dei "privilegi" e non delle consuetudini, è stato fatto da una sua alunna, Vanessa Genova.
Per riportare le cose alla realtà. Il Libro dei privilegi della città di Paternò è stato ritrovato in un rigattiere di Palermo dalla sig.ra Caterina Agliadoro che lo ha poi donato all'avv. Pippo Cicero avendo letto il suo studio sulla materia sul web. Ecco come l'avv. Cicero scrive nell'appendice alla propria tesi a pagina 50:
«Rinvenimento del Libro dei privilegi Il ritrovamento del Libro rosso di Paternò - o meglio, come si vedrà, di buona parte di esso – a distanza di circa 80 anni della sua scomparsa dall’Archivio comunale della città, lo dobbiamo a una singolare circostanza. Nel luglio 2015, infatti, dalla telefonata di una sconosciuta signora, Caterina Aglialoro, apprendo che la stessa dopo aver letto questo lavoro sul sito internet dello studio legale aveva intuito che il manoscritto acquistato per curiosità tre o quattro anni prima da un rigattiere di via Volturno a Palermo era molto probabilmente l’originale Libro dei privilegi di Paternò andato perduto nel 1927. Nella successiva lettera con cui ne accompagna la spedizione la signora spiega che per mesi aveva cercato, affascinata, di decifrarne il contenuto ma finiva sempre per chiuderlo non riuscendo a completarne più di qualche periodo. Quindi – prosegue amabilmente - in ragione di quanto afferma S. Agostino nel senso che ogni corpo a motivo del suo peso va verso il luogo che gli è proprio, aveva capito che il luogo proprio del manoscritto era quello “dove viene studiato e conservato con amore” e così me lo donava per farne l’uso più appropriato. In effetti il manoscritto era proprio l’originale Libro rosso di Paternò; per la precisione tutta la parte da foglio 48 a 125 e quindi quasi due terzi della sua iniziale consistenza che era di 129 fogli100 . In totale 78 fogli contenenti: dal 48 al 90 documenti trascritti (tra i quali gli otto già pubblicati, come s’è visto, dal Savasta) e dal 91 al 125 documenti inseriti nel libro in originale e molto probabilmente, come parte dei primi, ancora inediti» PippoCicero  


Ora non comprendiamo, ovvero lo comprendiamo benissimo, quale sia il prurito del prof. relatore nel sottolineare che la scoperta è stata fatta da una sua alunna ben sapendo che Vanessa Genova nel compilare la propria tesi di laurea ha contattato il detentore del prezioso libro rosso e che ha ricevuto copia, solo di una pagina.

Non occorre affermare altro, solo che i meriti vanno dati a chi li ha e che in questo campo, dello studio e della ricerca storiografica, a volte si perde il senso della realtà. Ma cosa ancor più inquietante, per chi si approccia a questa materia, è che si tende ad acquisire meriti, medagliette, non dovuti, per una sorta di competizione che poi porta ad altri privilegi (per restare in tema di privilegi).