
Carissimi lettori, abbiamo scritto in lungo ed in largo del CEFPAS e della sua “illuminata” gestione dell’ultimo quadriennio, facendo emergere una serie di chicche su probabili scelte infauste, assunzioni che più di qualcuno indica come clientelari, gare con ricorso estremamente spinto all’affidamento diretto sotto soglia, incarichi conferiti ad amici/badanti/multitasting, senza che dietro vi fosse una reale indiscutibile certificata professionalità, violazioni dello statuto vigente, e tanto altro ancora.
Inutili sono stati i tentativi di zittire le voci fuori dal coro dei dipendenti che coraggiosamente hanno fatto emergere una serie di presunte nefandezze, ed inutili le recenti rotazioni che sono servite per fidelizzare qualcuno ed al contempo dissimulare la punizione per altri, considerati rei di avere fatto emergere tutto quanto è stato scritto dell’attuale management per servire a dovere la politica clientelare di loschi figuri che inquinano la nostra terra come liquami puzzolenti. Soggetti di cui abbiamo disquisito nei nostri articoli e per i quali speriamo presto arrivi il momento del “redde rationem”.
In generale una gestione che, se confermata dalle autorità, che sul tema stanno approfondendo ed indagando, potrebbe essere un altro dei tanti casi di malagestio della cosa pubblica regionale, meritevoli di sanzioni civili, contabili e penali, in cui si mischiano presunti interessi privati, clientele e forse "grand affair" dove i politicanti nostrani della peggiore specie ha potuto spadroneggiare grazie alla connivenza dei vertici dell’ente, sia a livello manageriale che burocratico.