di Francesco Finocchiaro
Al centro di ogni azione politica deve esserci la ricerca del benessere e della dignità dell’uomo. Il lavoro (che manca) è il vero “grande” problema delle nostre comunità.
Il lavoro è anche libertà. L’uomo vive del proprio lavoro e per questo costruisce durante la vita le condizioni per esercitarlo al meglio. Attitudini, talenti, vocazioni e necessità, tutti alla ricerca del proprio lavoro. Faticoso, ripetitivo, esaltante, intrigante ma pur sempre “lavoro”.
La politica ha il dovere di creare le condizioni per la produzione del lavoro in tutti i settori strategici, per favorire una “crescita felice” della comunità. Significa pensare a uno o più modelli di sviluppo che tengano conto delle risorse disponibili e del mercato. Una complessità da governare, dove la formazione e le connessioni (fisiche e digitali) sono determinanti per sviluppare economie pulite.
La politica opera delle scelte che possono condizionare il futuro di un territorio, arricchendo o impoverendo il tessuto produttivo e quindi sociale. Il benessere produce evoluzione personale e collettiva. Se c’è benessere siamo più predisposti verso forme più nobili di felicità come il godimento di un evento culturale.


